20.9.11

Il Potere e le donne



Mi preparo per la notte. Come sempre questo rientra in una sorta di rituale lungo e accurato. Quest’ ultima cosa da fare in conclusione di serata si mescola ai pensieri della giornata. Durante le vacanze ho letto qua e là alcuni quotidiani ( cosa rara per me perché preferisco non farlo) che continuano a parlare di scandali, intrighi, ricatti e di intercettazioni che coinvolgono il premier e la sua “porno politica” come ha titolato Gad Lerner ieri sera il suo programma sulla 7.

Il chiacchiericcio nella mia mente che incessantemente lavora senza darmi tregua, si sovrappone a sprazzi con ciò che sento di un programma della TV di qualche tempo fa che ho selezionato e che vedo sul pc, anzi, piuttosto ascolto mentre mi muovo di qua e di là con lo spazzolino dei denti in bocca. “ Noi donne dobbiamo esigere di essere considerate per il merito”- “ Incontinenza sessuale”-“Nicole Minetti” Avances”- Santi in paradiso”-“ non l’ho mai data” - “Mignottocrazia” ecc. ecc.

Daria Bignardi mi piace, le sue interviste sono piuttosto curiose ed interessanti, anche se ultimamente ha perso un po’ di smalto. Mentre si sovraffollano le parole, faccio spola tra la camera da letto e il bagno. Prendo il batuffolo di ovatta intinta nella crema che delicatamente mi porta via tutti i residui della giornata e di quel poco trucco che uso. Poi, in una confusione di concetti, alle orecchie mi arriva più nitida la voce dell’Alba nazionale che dice che a lei nessuno ha mai fatto proposte oscene o avances in cambio di lavoro. Resto basita da questa affermazione e ascolto con più attenzione. La mente impegnata nei suoi affari si placa e gli occhi focalizzano l’immagine sullo schermo sul primo piano delle labbra sempre più voluttuose di Alba. La mano con il batuffolo di ovatta rimane a mezz’aria, mentre quel che sento si mescola con il pensiero del filo interdentario che mi aspetta in bagno per finire l’opera della pulizia dei denti. Così, tirata da due parti continuo a prestare attenzione alle varie opinioni del teatrino televisivo. Dice Adele Cambria qualcosa che si contrappone a ciò che ha detto la Parietti.

Dopo aver ascoltato due donne celebri ma così distanti tra loro sia nell’apparire che in intelligenza e cultura, mi viene forte l’impulso di rompere il silenzio per partecipare anch’io, così a lungo in silenzio, al dibattito, incrementando ulteriormente il cracchiare nazionale di questo fin troppo lungo insulso periodo in cui non si è parlato d’altro, per evitare accuratamente di affrontare veramente le cose importanti di questo nostro mondo che sta affondando.

Siamo scivolati così tra uno scandalo e l’altro, tra finti perbenismi, indignazione e ipocrisia in un baratro dal quale sarà difficile risalire e comunque in merito a quanto detto sopra mi butto anch’io in questa mischia portando il mio contributo a lungo tenuto a freno.Premetto che è fuori da ogni discussione che una persona che rappresenta il Paese dovrebbe avere una condotta ineccepibile e dovrebbe essere un modello e che il delirio di onnipotenza sempre esistito insieme alla sete di potere, forte pulsione umana, andrebbe tenuto a freno, sotto controllo . Quello però a cui stiamo assistendo oggi non è che un proseguimento di un processo iniziato almeno da quando io sono al mondo, per non dire da che mondo è mondo.

La mia riflessione è una considerazione sulla condizione dell’essere donna, che è ciò che meglio conosco.In generale direi che l’aspirazione di ogni genitore per una ragazza, soprattutto se bella, è sempre stata principalmente quella di fargli trovare un “buon partito”, che tradotto vuol dire la ricerca di un uomo ricco, potente o quantomeno benestante. Allora perché tanta indignazione di fronte a quelle mamme che spingono oggi le poroprie figlie ai concorsi di bellezza o ai padri che sapendo che sua figlia ha fatto una marchetta da 7mila euro dicono che è meglio questo che andare a lavorare per meno di mille euro al mese? Niente è cambiato, solo che oggi tutto questo è più esplicito, più volgare e senza una vera necessità vitale o di sopravvivenza. Oggi, la nostra cultura impone un tale comportamento anche solo per soddisfare i propri capricci, per essere al passo con i tempi, per avere, per possedere, comprare il nuovo modello di automobile, un gioiello pubblicizzato nelle maggiori riviste femminili, ancor peggio per un ritocco chirurgico estetico o anche concedere il proprio corpo solo per una smisurata ammirazione verso ogni forma di potere. I soldi sono il dio di riferimento della nostra epoca. Molto meglio che studiare, trovarsi un lavoro da 1000 euro al mese, fare a meno di tante cose inutili oppure in ultima analisi sposarsi con uno sfigato. Insomma nel piatto di una ragazza “ povera ma bella” c’è sempre stata poca scelta. Nel caso delle “ricche e belle” nel loro piatto c’è la ricerca di maggiori prelibatezze, magari un piccolo sacrificio solo per dare un aiutino al maritino imprenditore in difficoltà o che si vuole spingere oltre per ambizione personale.

Passo brevemente alla mia esperienza personale.
Non ero certamente tagliata per lo studio da ragazza, gli insegnati quasi tutti incapaci di interessare e noiosi. Appena il mio aspetto fisico si definiva iniziarono a girarmi intorno uomini e ragazzi di ogni età e tra questi alcuni “buoni partiti” . Da subito mi è stato chiaro che perseguire il mio sogno di diventare un attrice era primario e che lo avrei fatto spiegando tutte le mie energie, anche se allora mi sembrava un piuttosto un miraggio soprattutto perché non mi ritenevo una gran bellezza, percui l'idea di appoggiarmi ad un uomo non era nei miei programmi. Le adulazioni che ricevevo non bastavano a rassicurarmi, anche perchè presto capii quanto gli uomini fossero capaci di irretirti con lusinghe solo per soddisfare la loro indole di cacciatori. Arrivò il primo film che non avvenne perché avevo un particolare talento, che non ho mai potuto neanche dimostrare, ma sono stata sempre scelta per le caratteristiche estetiche di quel periodo e, come dico io, “ ciliegina sulla torta “ dei cast maschili. Il potere femminile non è sempre facile da gestire e la scelta delle scorciatoie (me ne sono capitate parecchie) non è sempre scontato che se ne debba approfittare almeno io la penso così. Ma la spesso violenta pressione maschile con cui una bella ragazza si trova a far fronte rende spesso difficile il cammino verso i sogni o le aspirazioni se si conta solo sulle proprie capacità. Per una ragazza, specialmente se giovane, è molto difficile rinunciare ai “facili” percorsi. In quegli anni erano i produttori, registi o i finanziatori a fare la parte dei leoni nel mio settore. Ma subito dopo poco tempo del mio percorso artistico, entra con forza un nuovo tipo di potere, quello dei politici. Il Craxismo, che ho vissuto molto da vicino e in tutte le sue fasi, è stato l’inizio di quello a cui oggi assistiamo. Da quel momento l’arte trova un forte appoggio nella politica e molti astutamente ne hanno approfittato traendone beneficio. Se lavorando nel cinema in quegli anni non mi sono lasciata coinvolgere dalla politica, anzi non riuscivo a vederne la necessità per mia fortuna, nel periodo della mia esperienza Rai invece questo l’ho sentito molto forte e prepotentemente. Senza la cosiddetta raccomandazione di un politico in Rai non lavoravi e ancora oggi è così come ormai tutti sappiamo. Quante volte incontrando quel tale direttore o funzionario panzuto, protervo, forte del suo piccolo potere conferitogli grazie a questa o quella appartenenza politica., mi son sentita dire : “Perché lei così bella vuole fare la radio e non continua a fare l’attrice?” Oppure: “ Ma perché dovrei dare un programma a lei se non mi arriva una Telefonata?” Per questo la mia carriera radiofonica, che pensavo sarebbe stata una bella nuova esperienza formativa come lo è stato il teatro, è poi finita. Ma la stessa dinamica l’ho incontrata nella ricerca di sponsor o soldi pubblici per le manifestazioni o rassegne che poi con grande fatica ma con tanta passione e senza grandi appoggi sono comunque riuscita a realizzare.

.Allora la morale della favola è che da tempo mi sono proprio stufata di sentire o leggere dei ridicoli love affairs berlusconiani che altro non sono che l’esasperazione di tutto ciò che già era in atto da tempo, solo che non c’erano ancora queste guerre medianiche. Certamente si è superata la barriera del buon gusto e della tranquillizzante ipocrisia del “si fa ma non si dice” e, non è comunque una bella cosa, che tutto questo ci abbia fatto scivolare verso un’ adesione quasi rassegnata a questi comportamenti ritenendoli normali nella nostra attuale società. Penso che quest’atteggiamento vada indirizzato verso una nuova direzione che non sappia di moralismo ipocrita, ma è necessario trovare un modo per recuperare, sia per noi donne ma anche per gli uomini, un modo di vivere con dignità, rispetto degli altri e anche delle loro scelte, respingendo però comportamenti volgari e offensivi per la società.

Facciamola finita di seguire le vicende di un premier che è arrivato a ricoprire questo ruolo grazie proprio alla sua qualità, questa molto italiana, di intrallazzatore con indiscusse abilità imprenditoriali e che è riuscito purtroppo ad incantare gran parte di questo Paese con le sue chiacchere e il suo savoir faire .
Facciamola finita!!! Ormai sappiamo di lui più di quanto sappiamo di noi stessi.Per me comunque lo scandalo vero è proprio questa sorta di voyeurismo del Paese che segue, direi morbosamente, le vicende del mondo politico come comuni ed innocui gossip insieme ai teatrini mediatici dei politici tutti, che ci hanno aiutato ad arrivare a questo punto.

Riagganciandomi a ciò che sento uscire dal pc, Adele Cambria sta dicendo che in un’intervista rilasciata da Eleonora Giorgi a Enzo Biagi, la Giorgi giustifica il suo spogliarsi sui set come strumento di potere finanziario che ti può permettere di non dipendere da fidanzati, amanti o potenti. Viva la sincerità della Giorgi anche se poi si è sposata con il “povero” erede Rizzoli. La Cambria, esponente di spicco del movimento sessantottino femminista, infine fa questa considerazione: oggi le schiave astute non sono più tanto astute! Non si spogliano sui set cinematografici, ma si tolgono le mutande approfittando di un presidente in vena di harem. Un tempo alle amanti si regalava un appartamento, poi si è passato alla boutique, poi ancora alle televisioni, oggi, alcune più fortunate ed abili(aggiungo io), vanno in parlamento.

Così dopo aver ascoltato e rimuginato su tutto questo, spengo il pc e vado a letto con ancora più chiacchiericcio nella mente.


nella foto con Ezio Miani in attesa di ricevere un premio.

4 comments:

Benbow....I suppose? said...

Ciao OrchiDea! Intanto una considerazione d'obbligo, avulsa dalle tue riflessioni, e probabilmente assai maschilista: ....non ci si crede quanto eri bella in quella foto, e come ha fatto il povero Ezio Miani ha rimanerti seduto accanto durante la cerimonia di premiazione, magari mantenendo un obbligato aplomb, senza dar sfogo ai suoi più che giustificati turbamenti interiori!? :-)

Riguardo alla vicenda Donnine/Premier/Femminismo/Media/Successo Facile eccetera, in effetti, finita l'abbuffata di informazione, si rimane solo col mal di testa e la nausea.
In realtà si potrebbe discettare della questione molto approfonditamente, senza mai esaurirla, analizzandola da prospetive sempre diverse, morali, economiche, sociali, umane, etc. Tuttavia, alla fine della fiera, devo dire che, più che un patologico ultrasettantenne sempre in fregola, mi colpisce di più quell'interminabile esercito di donne e donnine sempre pronte alla bisogna, davanti all'uscio del potente, con filosofie di vita autoindulgenti davvero bizzarre, ed una pletora di amici, parenti e canali di informazione che sfornano alibi e giustificazioni a iosa. Tutto normale, tutto lecito, tutto regolare, persino giusto e giustificabile. Del resto, in Italia, è più difficile, abortire, adottare, porre fine ad un'esistenza segnata da una malattia terminale, anziché accordarsi per una serata a tre che produca poi un contrattino per una fiction in tv. Ma come vedi, appena si tocca l'argomento, a cadere nella retorica ci vuole un attimo.

Orchidea said...

maschilismo o no mio Caro Ammiraglio un complimento fa sempre piacere!

Niente da aggiungere al tuo commento e proprio per non cadere nella retorica che ho desistito ad entrare nel merito fino ad oggi...poi ho ceduto in questa sorta di grido di " BASTA! "

Benbow....I suppose? said...

"maschilismo o no mio Caro Ammiraglio un complimento fa sempre piacere!"

Per questo sei sempre stata speciale, e questa "diversità" si avvertiva quando recitavi, nel tuo sguardo, nella tua presenza, nella tua fisicità.
Una odierna intelligentissima donna della categoria "a prescindere", di quelle tutte indignazione e spocchiasnob, avrebbe subito risposto che buttarla sulla bellezza sminuisce altre considerazioni (ecco perché avevo messo le mani avanti sul "maschilismo"). Ma tu, per fortuna, sei una donna che non ha in spregio la femminilità (come fosse una colpa, o, peggio ancora, la nemesi dell'intelligenza), e ad un complimento rispondi come si risponde ad un complimento, ovvero: che fa piacere. Viva OrchiDea!

Fabio said...

Ho letto in questi giorni in un rapporto Istat che una donna su due in Italia non ha un’occupazione fissa e il tasso di disoccupazione femminile è il secondo più alto di tutta Europa.
Premesso questo, le tante donne giovani disoccupate che non intendono darla al potente di turno non hanno voce, sono invisibili per l’Italia, i loro inevitabili problemi economici sotterrati, mentre una esigua minoranza di ragazze strapagate che hanno assunto lo status sociale di escort sono visibili e compaiono puntulmente nelle cronache di ogni giorno. STOP