28.5.11

il Titan



“Quelli belli siamo noi”, di Giorgio Mariuzzo, un film con molte scene ambientate all’interno del Titan, un locale di Roma che tu hai frequentato tantissimo...

Il Titan Club a metà degli anni60 si proponeva come locale alternativo al Piper in uno spazio più piccolo. Il locale somigliava più ad un ‘ballroom’ americano, anche per una tipica sfera ruotante piena di specchietti sistemata al centro del soffitto che lanciava i suoi dardi di luce tutt'intorno, mentre al Piper si esibivano gruppi italiani e stranieri, il direttore artistico del Titan era sempre alla ricerca di gruppi stranieri molto particolari ed era la musica che mi interessava ed amavo. Oscar Porri proprietario del locale si avvalse della collaborazione di un "collettone" di Rita Pavone di nome Massimo Bernardi. Il Titan apre nella primavera del 1967 ed il Bernardi è lui stesso una sorta di animatore del locale oltre a direttore artistico. Oscar Porri e Bernardi continuamente andavano in giro per l'Europa, soprattutto in Inghilterra, per scegliere gruppi da scritturare e tra i primi complessi ad esibirsi al Titan Club sono stati i Motowns e i Baronetti.

Al Titan ho sentito dal vivo Brian Auger&Julie Driscoll, Wilson Pickett e non mancai le due storiche jam sessions di Jimi Hendrix, nei giorni (24 e 25 maggio 1968) in cui lo straordinario chitarrista tenne il suo concerto al Teatro Brancaccio di Roma. Porri e Bernardi inserirono la performance di Hendrix nell’ambito del “Terzo Titan Top Show”, e in queste serate il locale era particolarmente frequentato.

In quel fantastico locale c’era anche un giro notevole di promesse del mondo della musica e i frequentatori più noti o che lo sarebbero diventati erano Claudio Baglioni, Massimo Ranieri, Renato Zero tutti ancora sconosciuti o agli inizi. Renato si presentava con ampi mantelli neri in raso e con un vistoso trucco agli occhi. Lì incontravi i più grandi intenditori di musica come Renzo Arbore, Boncompagni che passavano dal Piper al Titan o viceversa. Mariangela Melato allora in flirt con Arbore, la Bertè scatenatissima anche lei non ancora sulla cresta dell’onda. Tito Schipa Junior fece del Titan la base della prime prove della sua opera “Orfeo 9”, ma nel locale sono stati girati anche più di un film e questo luogo contribuì al mio sogno inglese che allora era come oggi è l'America per i giovani.

Quì ho conosciuto moltissimi artisti di passaggio come Brian Henderson chitarra della prima formazione dei Nirvana, Derek Griffiths anche lui straordinario chitarrista importante, mio amore giovanile e tanti altri ancora. Derek fu la spinta iniziale per Londra e grazie a lui che seguii in una tourèè con un cantante noto anche in Italia, Gene Pitney, ho potuto conoscere un pò d'Inghilterra dal sud fino al confine scozzese. Mi colpirono molto gli spazi enormi in cui si esibivano, spazi che noi non ci sognavamo neanche con il pubblico di giovani deliranti fin sotto l'immenso palco. Poi un capodanno a Monaco di Baviera ancora con Derek per un concerto, in quest'occasione ci raggiunse mia sorella Letizia. Che dire anche a Monaco c'era un fermento di musica incredibile! Quanta e che musica ho ascoltato anche in quella città... non lo posso dimnenticare! Quando Derek finì la sua esibizione andammo in giro in quella città completamente innevata con qualche tappa in altri locali per incontrare ed ascoltare amici musicisti. C’era veramente tanta neve a Monaco quella notte di capodanno del 70 e faceva un freddo da morire e le mie gambe che uscivano abbondantemente dal vestito mini, esposte a quell'intenso freddo di quella lunga notte, si riscaldarono abbondantemente ascoltando tanta musica incredibilmente bella.

Ritornando al Titan e alle nostre indimenticabili serate di Grande musica, è capitato frequentemente che si proseguisse con il dopo spettacolo nel mio piccolo attico a Piazza Mazzini fino a notte inoltrata. Eh si, la mia casa era veramente un porto di mare, pieno di vita multiculturale! In questo periodo, appena finivo un film, guadagnavo un po’ di soldi correvo subito a Londra! Pub e musica dal vivo a qualunque ora della giornata, in ogni angolo era possibile ascoltare un gruppo che suonava o che provava. Uno da solo o in due o tre o quattro o addirittura gruppi di 10 che facevano musica battendo sui bidoni. Insomma Londra era la capitale della musica! Ma ero anche incantata dai grandi spazi verdi come Ricmond Park con i cerbiatti che giravano tranquilli senza timore delle persone che lo frequentavano. Il Tamigi con il suo fermento di vita e ancora i colori dei negozi di Portobello frequentatissimo dalle etnie più disparate e tutte quelle strade famose tra noi giovani che ascoltavamo i Beatles e I Rolling Stones. Insomma ero proprio innamorata di Londra.

Ancora oggi vivo in un appartamento a pochi passi dal Titan Club, ma come tutto ha il suo tempo anche quello del Titan passò in fretta, ma quegli anni furono molto intensi e così anche il momento del suo fulgore si spense e il nuovo tipo di frequentatori fu determinante per la sua fine. Erano perlopiù ragazzini con problemi di droghe pesanti che incominciarono a frequentarlo tra l'inizio e la metà degli anni settanta. Gli abituè dei bei tempi batterono ritirata e la musica dal vivo fu rimpiazzata dai disc jockey e lentamente attraverso passaggi intermedi( è stata sede di una rete televisiva e oggi anonimo club) si sono spente le luci del glorioso Titan Club.

2 comments:

franco said...

che nostalgia rivivere quegli anni nelle tue parole che cancellano la patina del tempo. Mi fai ricordare che io ero in controtendenza in quanto oltre a convivere con i gruppi famosi ma anche con la miriade di semisconosciuti, la mia passione assoluta era la musica senza parole, i mitici "THE SHADOWS" (chi non conosce "Apache")senza dei quali mi era impossibile studiare, sempre presenti, seduti vicino a me. ora hanno liberato la sedia ma sono sempre in sottofondo mentre lavoro, e quando voglio rilassarmi passo al vinile.

aulivi said...

A proposito di locali per appassionati di cinema, il mio locale preferito, il:

WARNER BAR

Indiana Jones, Ian Solo e Rick Deckard stavano discutendo appartati.
Incredibile come fossero sempre d’accordo.
Morpheus, coerente, dormiva appoggiato al banco bar mentre Neo tentava, invano, di usare un telefonino.
Ma era un UMTS, ed il suo programma arrivava solo ai GSM.
Roy, alla presa della corrente, stava armeggiando col caricabatteria nel tentativo di ricaricare Pris.
Quando entrò Bond si fece un silenzio di Tomb Raider.
“Calma gente! Sono James non Parmalat!”
L’ispettore Callaghan si alzò minaccioso.
Starsky e Hutch, mentre baccagliavano Thelma e Louise, notarono preoccupati che il dottor Lecter li fissava.
Tirava una brutta aria.
Poi, una voce dal fondo disse malinconicamente al pianista
“Suonala ancora Sam”.
Nessuno si mosse più.

Chi indovina tutti i films vince la mia incondizionata ammirazione.

Ciao ciao

ALe