20.4.11

le prime tappe

La singolarità di questa conversazione-intervista è che Claudio Pescetelli percorre la mia carriera dal punto di vista della sua passione per la musica. Per questo ritengo sia interessante perchè verranno fuori molte cose poco conosciute e che fanno una fotografia di quegli anni in cui le " Cattive ragazze" del libro, si raccontano.



Orchidea, tu addirittura nasci come cantante…

Si sono indubbiamente nata con velleità artistiche . Da piccola il sogno era quello di diventare attrice, avevo visto dei film che mi avevano colpito molto come “La Strada” di Fellini, alcuni con Laurence Olivier… e diciamo che da lì ho cominciato a coltivare questa passione. Mio zio medico condotto, ma anche ispettore SIAE, mi dava la possibilità di andare nell'unica sala cinematografica del nostro paese ogni volta che volevo. Percorrere la breve distanza necessaria per arrivarci era per me, ogni volta che i miei me lo permettevano, una festa. Quando la mia famiglia si trasferì a Roma, nella mia classe della scuola elementare, la “Pistelli” in Piazza Mazzini, c'era una mia coetanea che si vantava di cantare in un coro. Le chiesi se fosse stato possibile essere ammessi mi disse che bisognava passare attraverso una severa selezione. Questo non mi spaventò affatto. Misi in croce mia madre e la convinsi ad accompagnarmi al provino. L’audizione era nella sede radiofonica della Rai in Via Asiago e chi decideva il destino delle giovani aspiranti coriste era un' austera insegnante di canto da cui il coro prendeva anche il nome: Renata Cortiglioni.

La signora era dotata di un carattere così forte e severo tale per poter tenere a bada con gran disinvoltura circa quaranta ragazzini vivacissimi. Il provino andò bene e fui ammessa nel‘Coro delle Voci Bianche della Rai’ e in poco tempo, grazie alla mia ottima voce da soprano, fui scelta per parti sempre più consistenti anche come solista. Così ebbe inizio la mia fantastica avventura. Immagina anche una ragazzina di sette anni con una sua paghetta, si perchè durante la settimana c'erano le prove che consistevano negli esercizi e preparazione di brani che poi sarebbero rientrati nel nostro repertorio ma anche canzoni che avremmo dovuto registrare, e avevamo tutti una busta paga settimanale registazioni e concerti a parte. Per cui ogni pomeriggio, durante tutta la settimana, dopo i compiti, ci si ritrovava in questa bellissima sala da musica intorno ad un bellissimo pianoforte a coda e si cantava. Abbiamo inciso canzoni con Renato Rascel, con Johnny Dorelli e molte Opere anche. Ho cantato con Mario Del Monaco, Renata Tebaldi accompagnata da musicisti e direttori d'orchestra di grande prestigio. Apparimmo anche spesso in televisione con Johnny Dorelli e Fred Buscaglione. Per la RCA registrammo un 45 giri per i personaggi di W. Disney, tra l’altro è l’unico 45 giri che ancora conservo. Come voce solista nel “Il processo di Lucullo” e conservo ancora il mio primo contratto per una sigla televisiva… guarda!

Ma dai… è per “Giallo Club”, il programma che lanciò il Tenente Sheridan!

E si, chi l’avrebbe mai detto che più in là nel tempo, avrei fatto con Ubaldo Lay anche un film! “Provaci anche tu, Lionel”, ma poi ne parliamo… Quindi il coro mi garantiva già un’autonomia economica, mi dava i soldini per i miei fabbisogni infantili… insomma, non gravavo sul bilancio familiare.

Beh, qui indica 3.500 lire… nel 1961! Mica male…

Già, e soprattutto nasceva in me lo spirito d’indipendenza che già dalla più tenera età mi ha contraddistinto. Fortunatamente tutto ciò l’ho potuto fare perché i miei genitori in quel periodo erano distratti da problemi importanti, quindi sono potuta scappare dalle grinfie della famiglia protettiva. Mio padre era un uomo del sud, aveva girato il mondo come ufficiale della Marina Italiana ma era pur sempre un uomo con una mentalità un po’ all’antica anche se comunque abbastanza emancipato proprio perchè aveva girato il mondo, però anche meridionale! Comunque devo riconoscergli sensibilità ed intelligenza nel capire che non era un compito semplice fermare questa figlia così difficile e ribelle. Non era contento della mia decisione di essere nel mondo dello spettacolo. Mi disse “fai quello che vuoi ma non venire a piangere, non venire a leccarti le ferite a casa! La tua vita visto che lo vuoi tanto è nelle tue mani, gestiscila possibilmente con saggezza ”. Gran discorso per una ragazzina! :-)

Il rapporto con mio padre è sempre stato piuttosto turbolento ma mia madre è sempre stata mia complice e il suo insegnamento silenzioso è stato quello di non ripetere la sua storia personale di donna vissuta solo e sempre per la famiglia, come d’altronde le donne di una volta e se il mio desiderio era quello di realizzarmi affermando la mia indipendenza, lei sarebbe stata dalla mia parte.


Fino a quando sei stata nel coro?


Sino a quando non tagliai le mie trecce. Renata Cortiglioni non apprezzò la prima volta che mi presentai con i capelli corti e le calze di nylon…

Beh, forse non era nemmeno più un look da ‘coro delle Voci Bianche’!

Capirai!!! C’erano ragazze nel coro sulla soglia dei diciotto anni ancora con i calzettoni. Figurati, io a soli tredici anni mi ero trasformata in donna. In ogni modo il coro incominciava a starmi stretto e ne uscii fuori. Ora non ricordo in che modo, m’imbattei in un personaggio noto all’epoca come Capitan Zicavo. Mario Zicavo era noto per un programma nella TV dei ragazzi. Personaggio piuttosto simile al più famoso mago Zurlì, Zicavo aveva un ufficio in Via Teulada, molto vicino agli studi storici RAI di Via Teulada, dove allevava giovani talenti e preparava spettacoli di piazza che lui stesso presentava. Entrai nella sua struttura, studiai dizione per correggere quell’inflessione tipica meridionale che ancora a tredici anni conservavo, e mi fu messo a disposizione un maestro di canto. Quando fui pronta e con un mio repertorio, iniziai ad esibirmi in spettacoli da Zicavo stesso presentati e con i soldi che guadagnavo mi pagavo anche il maestro di canto e quello di dizione. Così iniziai a cantare nelle piazze di alcune frazioni di Roma. E quì che sono entrata in contatto con Lando Fiorini e il figlio di Romolo Balzani che avevano già una certa notorietà.Insomma ero abbastanza decisa a continuare su questa strada di cantante. Ma il destino è il destino e cosa accadde? Lo stesso Zicavo stava girando un film con George Hilton alle sue primissime armi, “L’uomo mascherato contro i pirati“.....

4 comments:

franco said...

se proprio tutta da ...scoprire!
affascinante la tenacia e la determinazione di quella ragazzina sorridente

filomeno2006 said...

"Giallo Club"......Programma di TV?
Ciao

Orchidea said...

Si Franco, direi che sono una cocciuta che se si mette in testa un traguardo ci riesce, solo la pigrizia a volte ha frenato questa carica di energia.

"Giallo Club" Filomeno era piuttosto uno sceneggiato televisivo con quiz finale. I telespettatori venivano coinvolti in una serie di indagini poi con una pausa forse pubblicitaria, si dava il tempo di pensare al possibile finale. Il tenente Sheridan che si muoveva in una ambientazione americana e indossava un impermeabile bianco che lo caratterizzava, ma per quanto ricordo sembrava fare il verso ad Humphrey Bogart era il protagonista. Questo programma era seguitissimo.

filomeno2006 said...

O.K.
Grazie
Ciao