Spesso anche qui ho riconosciuto una certa pigrizia che mi contraddistingue. Poi posso aggiungere anche un altra caratteristica; dopo un pò le cose a cui mi dedico anche con molta passione mi vengono a noia e questo sta succedendo con il blog.Sarà anche a causa di questo periodo in cui un pò tutti ci sentiamo sospesi, un pò per le tante cose che mi frullano per la testa che vorrei fare e sopratutto per ciò che vorrei dire e mi rendo conto che sarebbero fuori tema in questo blog in cui chi lo frequenta vuole leggere leggerezza, che mi sento spinta verso una certa indolenza.
Però il blog esiste e forse, prima di abbandonarlo, certa di fare cosa gradita a chi mi legge, continuerò a parlare ancora un pò di me e delle tappe della mia carriera con l'aiuto di un'intervista interessante per un libro del 2003 " Ciglia Ribelli" di Claudio Pescetelli che, partendo dalla mia esperienza, traccia attraverso una serie di profili femminili, un percorso non solo artistico di giovani donne che negli anni 60/70 iniziavano a mostrare una certa insofferenza verso una società schematizzata che si stava avviando alla grande massificazione del primo boom occidentale.
Nella sua introduzione Pescetelli scrive che nel vertiginoso maelstrom d'avvenimenti che caratterizzerà l'inizio dei fantastici anni sessanta, saranno soprattutto le ragazze italiane, da sempre soffocate nel pesante ruolo di madre e sposa, ritagliato per loro all'interno della società cattolica, a compiere autentici passi da gigante: se ad inizio decennio era ancora impensabile che una ragazza si svincolasse in fretta da tali secolari obblighi per raggiungere una qualsiasi forma d'indipendenza senza incappare nei severi giudizi della gente, appare fantastico come pochissimi anni dopo gli atteggiamenti ribelli delle ragazze saranno valutati e considerati in maniera diversa.
Io sono una di queste "cattive ragazze" che attraverso le domande investigative del libro si confessa, ma devo riconoscere che il mio modo di essere e le mie scelte sono state osservate con curiosità, simpatia e con sempre più crescente rispetto.
Il seguito nei prossimi post.
9 comments:
"Però il blog esiste e forse, prima di abbandonarlo...."
E noialtri, di grazia, cosa si dovrebbe fare se chiudi il blog? Come soddisfare la dipendenza ordideesca? Come penseresti di uscirtene da questo bel problema?
Passi l'aggiornamento saltuario del blog, però non ci far preoccupare OrchiDea eh...
Come ho detto più volte, il blog è un bellissimo Regalo che ci fai!!! quindi spero che non lo abbandonerai mai! Sarebbe Veramente un peccato!
Dev'essere molto interessante l'intervista! Aspettiamo l'approfondimento! :)
Ben tornata a la blogsfera.....!!!!
bentornata, e non andartene, mai!
la chitarra è identica alla mia, proprio di quel periodo. complimenti per la foto, rende appieno il pensiero che esprimi
La "cattiva" piú buona.......
Mi fa sorridere questa tua candida confessione rispetto alla " pigrizia " nel dedicare tempo al blog. Nessuno meglio di me ti può capire... ;-)
come al solito siete tutti veramente molto molto carini con me...mi commuovete!:-)
Grazie
Lasciare il blog?
Lasciarci orfani e smarriti?
Vengo a teatro e ti lancio tanta di quella verdura che non dovrai più mettere piede da un fruttivendolo
:)
una bellissima "cattiva ragazza"!
Post a Comment