15.11.10

oro nero

Oggi mi sono imbattuta, leggendo uno dei miei giornali preferiti on line “Peace Link” (il link è quì a fianco a sinistra), in una notizia che ovviamente nessuno mette in risalto ma allarma moltissimo la mia anima salentina .
Il mare tra Monopoli, Polignano a Mare e Otranto è minacciato da un progetto di trivellazione da parte di una società petrolifera. Questa notizia, dopo tutti i recenti mostruosi disastri che ci hanno coinvolti emotivamente e di cui non se ne parla più per ovvi motivi, offre anche a noi la possibilità di vivere l’emozione della distruzione anche delle acque tra le più belle del nostro Paese.
A mio parere le resistenze degli abitanti sono troppo tiepide e l’informazione è tenuta in sordina , ma mi auguro che si rendano conto di quanto sta per succedere nelle acque di casa loro e con tutta la loro forza contrastino questo progetto.


Tutto inizia nel 1988 quando in Basilicata, precisamente in Val D’Agri, viene scoperto il “Nuovo” Dio dell’era moderna “L’ORO NERO”, “Nel luogo santo della Basilicata, Viggiano, dove dal ’400 si venera la Madonna nera, patrona della regione. Si racconta in paese che i pastori fossero stati attratti dal gas che bruciava sulla cima del monte e abbiano trovato così la statua sepolta secoli prima dai monaci inseguiti dai saraceni. E’ parso coerente che l’oro nero zampillasse proprio là.” Da subito i giornali scrissero “LA BASILICATA = Il Texas d’Italia”. Era il 1998, esattamente 10 anni dopo inizia la corsa all’ORO NERO di Basilicata. Eni, Total, Esso e tante altre multinazionali si accordano con il governo locale per l’estrazione del Petrolio. Vengono promessi SOLDI, POSTI DI LAVORO e quant’altro alla popolazione locale. Dalla Val D’Agri, per il periodo 2000-2005, è prevista una produzione media di 4,8 milioni di tonnellate annue di petrolio, con il raddoppio della produzione nazionale e la copertura dell’11% del fabbisogno. Siamo Arrivati nel 2006, sono quindi passati 18 anni dal 1988, niente soldi, niente lavoro, ma solamente «Ammine aromatiche, anidride solforosa, scarti dalla lavorazione del greggio, che qui viene separato dallo zolfo e dal metano e immesso nell’oleodotto, verso la raffineria di Taranto e le navi per la Turchia. » Il petrolio ci sta, anzi, ci ha già Avvelenato. L’emissione di anidride carbonica e il rilascio di sostanze inquinanti delle riserve recuperabili ucciderà il pianeta ben prima di 100 anni.

Lo so che tutta la società moderna è stata resa schiava da dipendenza dal petrolio e l’idea di come sarà quando finirà spaventa tutti noi. Il mondo si fermerebbe….ma questo prima o poi succederà se ci sia continua ad affidare al petrolio perché questa è una risorsa finita e non infinita. C’è anche un atteggiamento frequente in noi e non solo per questo tema ma per tante altre cose, del “CHISSENEFREGA, quando sarà si vedrà e poi magari non ci sarò più”.

Così continuano a muoversi enormi interessi intorno all’oro nero e finchè si potrà estrarre fino all’ultima stilla non si rinuncerà, ma a che punto siamo con le tecnologie alternative? Perchè dobbiamo finanziare con il pizzo sul petrolio l’estrazione di altro petrolio al posto delle energie rinnovabili?
-La crescita della domanda di petrolio a livello globale sta iniziando a rallentare-dice qualcuno che spera nella fine della richiesta. Si?... e come la mettiamo con Cina India e Brasile?

E’ in ballo il futuro dei vostri figli. Cosa gli racconterete domani? Che è stato un incidente di percorso e che voi non ne sapevate nulla?
Anche se io voglio essere ottimista sperando nel buonsenso del prima o poi, il pianeta già da un pezzo non lo è e sta sbuffando impaziente già dal un bel pò. Le tecnologie devono essere messe al servizio della ricerca e non delle raffinerie. Sono certa che tecnologie per non aver più bisogno del petrolio ci siano già... se qualcuno non le boicottasse.

/limit_e_lascensore_lunare_di_frank_schatzing/index.html?s=n2010-11-16



8 comments:

Alberto said...

io dico solo che oggi, rispetto a 60 anni fa, una persona su tre viene colpita da tumore mentre prima eravamo a una su venti.
credo che sia inutile aggiungere altro.
solo una cosa: tutti gli scongiuri sono permessi, ovviamente.

filomeno2006 said...

Los grandes descubrimientos de Nikola Tesla siguen sin ver la luz.......

Alessandro said...

Oh...scusate ho dovuto attivare un google account per intervenire...
è vero: 1 su 20, come è vero che la vita media è allungata non di poco.
E' solo cambiato il metodo del trapasso: cancro invece di polmonite o una qualsiasi delle altre patologie letali 70 anni fa e non oggi.
Il problema maggiore, a mio avviso, sta nel danno ambientale che rischia di compromettere irrimediabilmente il futuro dei nostri figli.
A la prochaine

Orchidea said...

ho appena aggiunto un link sul post prima dei video, per un ulteriore approfondimento sul tema energetico.
E' una bella intervista pubblicata sul blog di Beppe Grillo.

Alberto said...

quello che dice Alessandro fa scaturire un'altra considerazione. Il pianeta è ormai inquinato dappertutto eppure la vita media si allunga. Non c'è spiegazione se non che oggi con i farmaci e le cure mediche si combattono più malattie e c'è da aggiungere, paradosso dei paradossi, che allungandosi la vita media si dà più tempo al cancro di manifestarsi. Voglio dire che prima, giustamente come afferma Alessandro, si moriva di polmonite magari a 65 anni ma se si fosse guariti forse arrivava un tumore a 75 anni.è vero anche questo.
e ora seguiamo il link della nostra padrona di casa
anche perchè questi discorsi mettono un po' di tristezza.

Orchidea said...

Mi scuso con Fabio perchè inavvertitamente è partito il comando per la cancellazione del commento e non ho potuto fare nulla.
Però eccolo quì copiato ed incollato.


Fabio has left a new comment on your post "oro nero":

Credo che gli abitanti della Puglia debbano essere ben informati di cosa sia diventata e diventerà la loro regione.
Taranto è tra le città più inquinate d'Europa con presenza di diossina nell'aria.
Il territorio del Salento è l'area a più alta incidenza di cancro della Puglia. (Invierò la documentazione in mio possesso ad Orchidea).
A Cerano provincia di Brindisi è presente una delle più grandi centrali termoelettriche a carbone d'Europa.
Più di un luogo è nel mirino poichè adatto alla costruzione di centrali nucleari.
Ora Orchidea ci avvisa che il mare pugliese è minacciato da un progetto di trivellazione.
Non ho più parole..... ditemi voi qualcosa......

Orchidea said...

Alberto lo so che queste cose mettono tristezza e che frequentate il mio blog per allegerirvi la vita! Ma questi problemi sono da me molto sentiti, percui anche questa sono io e ogni tanto dovete beccarvi anche questo.


Rispondo a te Filomeno, la storia si, è sempre quella dell'invenzione di Tesla che chissà quando vedrà la luce, come dici tu!

Alberto said...

Orchidea,
ma io sono ben felice di trattare TUTTI gli argomenti che tu posti, ci mancherebbe. Gli unici argomenti che non tratto sono quelli che non trovo interessanti ma qui dentro non mi è mai capitato di leggerne qualcuno.
anche quelli tristi sono interessanti, ci mancherebbe.
ciao Lady G. :)

P.S. gli studi sul teletrasporto dell'energia vanno avanti ma così come l'automobile a idrogeno trova ostacoli da parte della lobby petrolifera la stessa sorte temo avrà quel progetto.