30.11.10

Mario Monicelli

Era profondamente disgustato del periodo storico che stiamo attraversando e lo era talmente tanto che alla bella età di 95 anni ci ha salutati stanco depresso e annoiato, lasciandoci ai nostri problemi planetari senza neanche un saluto, un addio.

Non ho molti rimpianti come attrice ma certamente quello di non aver mai avuto l'opportunità di essere diretta da lui nel corso della mia carriera. Conservo però come un bel dono, un brevissimo fugace ma intenso ricordo di lui. Accompagnai un amico produttore che doveva incontrarlo, sul set di un suo film e rimasi incantata dall'atmosfera silenziosa e pacata e dal suo modo discreto di essere lì nel coordinare, come fosse il direttore di una grande orchestra, la troupe in quella scena molto elaborata che stava dirigendo in uno dei teatri di posa di Cinecittà. Esigeva un silenzio sacrale sui suoi set mi disse il mio amico. Mario Monicelli non si ricorderà solo come grande artista che molto bene ha rappresentato gli umori i vizi e difetti di noi italiani, ma come uomo Maestro anche di vita. Arguto, ironico, cinico e spietato nelle sue considerazioni che trasferiva poi nei suoi film, è stato uno dei pochi, se non unico tra i personaggi del jet-set cinematografico, ad avere il coraggio di auspicare una bella rivoluzione per un popolo che ha il demerito di non averne mai fatta alcuna e per questo essere colpevole ai suoi occhi di "abbassare il capo".

Grande uomo Monicelli! Forte e determinato fino alla fine, tanto da usare il suo ultimo alito di vita per dimostrare persino alla natura che lui era il più forte, decidendo come e quando uscire di scena.

Addio a un grandissimo.

6 comments:

Benbow....I suppose? said...

ne ho scritto anche io sul blog, anche io mi sento assai più legato a Monicelli e alla sua visione delle cose piuttosto che ai soliti celebratissimi Fellini o Antonioni, registi con i quali farsi belli nelle conversazioni.
Il suo gesto è stato tanto disperato quanto commovente.

filomeno2006 said...

R.I.P.
Genial director de la saga de films "Amici miei".......
Veo cierto paralelismo entre el sentido del humor cinematografico de Monicelli y del también recientemente desaparecido Luis García Berlanga......
Ciao

gaspare said...

Grandissimo regista, probabilmente il migliore. E’ poco interessante che lo celebri anch’io, lo stanno già facendo in molti e in modo più consono e autorevole di quanto potrei fare io.
Tuttavia è possibile eccellere in molti campi, ma questo non significa - ne mai sarà possibile - essere grandissimi universalmente, sempre e comunque, in ogni pensiero , parola o atto della nostra vita
Paolo Villaggio ha inneggiato al “gesto eroico”, facile retorica ….
Proprio perché comprendo i drammi estremi che si possono vivere, credo di poter dire che Eroe è chi sente il dovere di vivere la vita anche se non gli piace.
La mia non vuole essere una condanna, ognuno è arbitro del suo destino.
Vado controcorrente, ma mi capita spesso…
ciao Orchidea

Orchidea said...

sono con te Gaspare e sono convinta che neanche Monicelli avrebbe voluto passare per eroe! Conoscendo Villaggio direi che esagera sempre, per lui è naturale.

PaulTemplar said...

La summa della sua visione della vita, cinica e cupa, è rappresentata
da uno dei suoi film più crudeli, Parenti serpenti.
Un film che fà male al cuore, una visione disperata di uno dei capi saldo della società.
Considero Monicelli il più grande dei registi italiani e nella mia personale classifica è al fianco di due geni diversissimi fra loro come Kubrick e Bunuel.
Ps: auguri bellissima signora
:)

Orchidea said...

Auguri anche a te.
Hai ragione, "Parenti serpenti" è un film che fa male al cuore per la sua crudezza.