11.10.10

dice di me

Sono appena rientrata e dovendo seguire altre cose al momento, per non farvi allontanare dal blog pubblico un bell'articolo di Massimiliano Griner scritto da poco per Caffeina, certa del vostro interesse e onorata del suo nei miei confronti.






Le foto sono del film " Colpo di Stato"

Orchidea De Santis

Qui nessuno è esterofilo, eppure quando vedi per la prima volta Orchidea De Santis nel Colpo di stato, film incompreso e introvabile di Luciano Salce, se non la conosci la diresti una di quelle dee del cinema straniero, forse nordico, bellissima e inarrivabile. Straniera proprio no, perché Orchidea è orgogliosamente salentina, seppure romana di adozione.

Ma inarrivabile era, almeno in quel film – poi avrà ruoli sempre meno abnegati –, perché in questo capolavoro interpreta una fidanzata, anzi, la Fidanzata, assediata per tutto il film da un partner eccitato a cui è intenzionata a negarsi: almeno fino a quando non avrà la certezza della vittoria della Democrazia Cristiana in elezioni controversissime, che garantiranno al Fidanzato uno status sociale soddisfacente. Curioso e riuscitissimo personaggio, sexy e nello stesso tempo controllato, Orchidea punteggia tutto Colpo di stato, film corale, e in questo anticipatore dell’Altman di Nashville; sempre più svestita, eppure invariabilmente elegante, anche quando rimane soltanto con un paio di occhiali che dovrebbero forse certificare il suo autocontrollo, ma che la rendono ancora più attraente. Si cita Nashville, e chi non ha visto Colpo di stato – pochi l’hanno visto, perché questo film inconsueto, intelligente, anticipatore, non piacque né a destra né a sinistra, e venne consegnato a un indegno dimenticatoio –, potrebbe pensare a un paragone improprio, a un’iperbole. Eppure Colpo di stato è un capolavoro misconosciuto, avanguardistico nel proporre una situazione corale, geniale nel montaggio, dalla bellissima fotografia. E infatti in televisione va in onda una sola volta, un giorno di settembre del 1985 su Canale 5, alle 9,30 del mattino. Misteri del palinsesto di un paese strano.

La trama è presto detta. Siamo nel pieno ’68, la contestazione dilaga, il paese si avvicina alle elezioni, la DC chiama a raccolta gli elettori, il PCI fa la voce grossa e si propone come alternativa al regime. Meraviglia dell’elettronica, un cervellone americano di ultima generazione registra in tempo reale i voti via via che finiscono nell’urna – un’evoluzione estrema della degenerata passione per gli exit poll a cui siamo ormai, nostro malgrado, abituati –, rivelando un paese che sta cambiando. Perché i rapporti di forza si stanno realmente ribaltando, e il PCI lo storico e temuto sorpasso questa volta lo sta facendo davvero. L’irriverente, geniale Salce, mette così in scena una RAI che a quei tempi è un termometro talmente fedele dei rapporti di forza che prima consuma intervalli su intervalli non sapendo come dare al paese la notizia che il paese è rosso, ma poi, prendendo atto che i nuovi potenti abitano a Botteghe Oscure, manda in onda un’oscura cantante di provincia (la brava Anna Casalino), imponendole di interpretare canzoni sempre più estreme del repertorio popolare di lotta, da «Sebben che siamo donne» a «Bella ciao»
I comunisti però, perfettamente tratteggiati, dal sobrio stile togliattiano agli occhiali in bachelite nera, sono i primi a spaventarsi dell’imprevisto exploit. Il loro mestiere è l’opposizione, perbacco, prendere in mano il paese li terrorizza. Così, in una riunione da antologia con i caporioni dello scudocrociato, rinunciano al potere e agli annessi enti statali e parastatali, concordando di divulgare risultati elettorali falsi che lascino inalterato lo status quo. È l’atteso via libera che Orchidea attende, per lasciare che il Fidanzato finisca quello che cerca di fare da ore.

Oggi Orchidea racconta con un sorriso che la commissione censura costrinse Salce a rinunciare all’epilogo, peraltro scontato, del suo calcolato petting pre-elettorale che scandisce Colpo di Stato. «Luciano mi ha regalato i metri di pellicola che ha dovuto tagliare, li conservo ancora io per ricordo. Eppure era una scena a cui oggi nessuno farebbe caso. Lui era sopra di me, arrivava una lama di luce attraverso le tapparelle, con tutti i cerotti che tenevano separate le parti intime, perché allora le scene erotiche si giravano così. E tutto finiva come doveva finire. Ma sempre con la stessa eleganza, e quella bella fotografia che Luciano aveva dato al film. Che ci vuoi fare, i tempi erano quelli.» Già, i tempi erano quelli, e a volte viene da rimpiangerli.

Orchidea aveva già lavorato con Salce nel ‘66, in Come imparai ad amare le donne, con Michèle Mercier, Elsa Martinelli e Anita Ekberg, e lo avrebbe ritrovato nel 1974 nell’anomalo, grottesco Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno, a fianco di Paolo Villaggio. Oggi considera una grande fortuna aver lavorato con un regista della sua grandezza. Non solo, un galantuomo, un uomo colto e imprevedibile, un vero anarchico. «Un intellettuale, ma capace di divertirsi. E quando ha capito che con il cinema non si poteva più divertirsi senza scadere nella volgarità, ha smesso.» E non sarà un caso se oggi il figlio Emanuele il libro e il documentario che ha dedicato a suo padre, L’uomo dalla bocca storta, se lo deve stampare in proprio e diffondere come può.

Il padre di Orchidea era un ufficiale di Marina vecchio stile, convinto sostenitore della Repubblica Sociale, terribilmente deluso dall’esito della guerra e tutt’altro che aperto alle novità degli anni sessanta. «Mio padre seppe che facevo cinema quando i miei film uscirono nelle sale e li videro degli amici di famiglia. I primi film poi li ho fatti in Tunisia, in Egitto. Come ci sarei andata, da ultraminorenne che ero, se mia madre non fosse stata mia alleata e complice?»
Prima che un brutto incidente sul set di Arrivano i Gatti, nel 1979, mettesse un brusco stop alla sua attività, Orchidea girò decine di film, diventando una riconosciuta e celebrata icona della commedia sexy all’italiana, dal filone parentale inaugurato dal Salvatore Samperi di Grazie zia – Orchidea risponde interpretando La nipote –, ai boccacceschi Decameroticus, o I giochi proibiti dell'Aretino Pietro. Incrociando a volte registi che oggi l’ammirazione di Quentin Tarantino ha ricollocato nella giusta posizione che meritano, come Enzo Castellari, che la dirige in Ettore lo fusto, coraggiosa trasposizione ai giorni nostri dell’Iliade, o il Michele Lupo di Concerto per pistola solista. Epoca fortunata e saggia, quella in cui era considerata bellezza solo quella che la natura dispensa. «Oggi le donne non ci sono più, sono tutte bioniche. Noi eravamo noi, semplicemente. La bellezza era quella naturale, non c’erano trucchi. Al massimo potevamo avere un buon direttore della fotografia. Era quella la nostra chirurgia plastica.»

Prima della deriva pecoreccia degli anni ’80, a cui Orchidea seppe sottrarsi con intelligenza, la commedia sexy era forse l’ultima espressione popolare di una vena libertaria che nel nostro paese ha sempre dovuto scorrere sotterraneamente. Film che rivisti oggi sono quasi commoventi, e mai grevi, con quelle camerierine prefemministe, eppure così femminili, che salgono le scale per spolverare i lampadari, o si chinano a fare il bucato inducendo frenesie maschili. C’era ancora, negli anni settanta, la capacità di coniugare l’erotismo alla allegria, a una scanzonata creatività, e non importa se a volte sgangherata, perché sempre vitale. Anni in cui chi faceva cinema si metteva interamente in gioco, rischiando del proprio, o si spogliava senza compromessi e senza sgomitare, perché in fondo il motore che muoveva tutti era la passione e una gioia di vivere non ancora sopraffatta. In questa epoca cinica e triste, in cui il calcolo ha preso il sopravvento in ogni dove, un segno chiaro: che la nostalgia allora era inutile, oggi è quasi necessaria.

MASSIMILIANO GRINER

8 comments:

Benbow....I suppose? said...

Ciao OrchiDea, purtroppo non ho mai visto questo film, e mi dispiace assai. Nella prima foto sei bellissima (...pure nelle altre comunque). Ho scoperto qualcos'altro di te, non sapevo di tuo padre, ad esempio. Comunque l'articolo ha ragione, in un'epoca in cui non si agiva sulle pellicole e sulle attrici con photoshop ed effetti speciali vari, la tua bellezza era ancora più disarmante perché lampante e vera. L'unica cosa su cui non concordo è l'esserti "sottratta con intelligenza" al cinema anni '80 (perché tacciato di volgatrità). A parte che sul concetto di volgarità si potrebbe discutere, poiché è altamente soggettivo, pur entro certi limiti, ma dubito che esista una sola persona sul tuo blog (e anche fuori) che si sarebbe rammaricato di vederti proseguire oltre nella recitazione.

AngelicaFanfani said...

Bembow!!! hai espresso pienamente il mio pensiero!
e naturalmente sono tra quelli che avrebbe voluto fortemente vedere tanti altri suoi lavori, sia cinematografici che teatrali.
Sarebbe stato interessante anche vedere l'epilogo mancante!..
....Però.. riguardo sempre a quanto scritto nell'articolo... queste lodi a Quentin Tarantino!!! No, no, nooo!

franco said...

"Fu nella primavera del 1972..."
così comincia il Film e ho voluto rivederlo prima di scriverti
Salce è GENIALE, ha precorso i tempi, in tutti i sensi. Ma ho fatto di più, ho estrapolato le scene che ti riguardano e ne ho fatto una sequenza unica. Puoi immaginare l'effetto, tu che cerchi continuamente i risultati guardando la televisione, fino a che...
F

gaspare said...

Purtroppo non ho mai visto questo film così come anche altri dei tuoi (ne parlai in un altro post) e me ne dispiace vivamente. La censura d'allora era una brutta bestia ma anche oggi non stiamo meglio...
Speriamo che col tempo tutti gl'impedimenti vengano superati...così potremo vedere anche la reliquia che conservi :-))
Anch'io non sono d'accordo col Griner, magari tu avessi recitato ininterottamente fino a oggi... che sazietà per i nostri occhi!
La produzione cinematografica degli anni 80 non fu tutta di grande qualità, ma ce ne fosse di simile anche adesso!!

francesco said...

Orchidea è passata nel ns. cinema davvero come il profumo del fiore di cui porta il nome, un fiore sofisticato e raffinatissimo! Una perla rara...una dea...what else?
:-)

Un bacio, O.

karl_69 said...

Carissima Orchidea...
ho scoperto il tuo blog da poco, e in particolare ho riscoperto te! Sei stata l'attrice più conturbante e intelligente di un genere da riconsiderare, avevo esitato più volte prima di scriverti, l'occasione mi è data questa sera con il film L'ingenua, che in questo momento è trasmesso da Canale Italia.
E' appena passata la scena della sala da pranzo... che ricordi, della mia adolescenza! Con molto affetto e stima
Karl
P.S. sei rimasta luminosa come poche

Gordiano Lupi said...

Non ho mai visto COLPO DI STATO e non mi riesce di trovarlo!

Gordiano

Orchidea said...

mandami in privato dove vuoi ricevere
il DVD te ne farò una copia dal mio Gordiano. Sarà il mio pensierino di Natale per te:-)