Insomma ritorno a parlare di lui!
E’ stato il primo regista che incontrai ancora praticamente bambina per un provino che non mi fece nemmeno fare, ma come frequentemente accadeva, rimase colpito dal mio nome insolito. Per cui dopo alcuni anni, quando finalmente fui scelta per interpretare un bel ruolo in “ Come imparai ad amare le donne”, film tra l’altro con un cast straordinario, toccai il cielo con un dito. Negli anni 60 Luciano Salce era nella rosa dei registi più importanti del momento, per cui quando mi assegnò quel ruolo per me rappresentò il primo gradino significante che mi avrebbe portato al riconoscimento più ufficiale di attrice anche se purtroppo quest’ incontro è avvenuto nel momento in cui iniziava una immeritata discesa della sua carriera, che si riprenderà anche se per breve con “ Fantozzi”.
Dopo l’inspiegabile insuccesso di “Colpo di Stato” film a lui molto caro, insieme a “ Il Federale” “La voglia matta” La cuccagna” “ Le ore dell’amore” , nel’73 prepara, con Franciosa e Corbucci e credo pensato per Paolo Villaggio, “ Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno”, film liberamente tratto dall'opera teatrale di Rafael Azcona e Luis Berlanga "Nel giorno dell'onomastico della mamma".
Salce che ha sempre visto negli attori qualcosa al di là dell’ ovvio, in me intuiva quella parte ironica, quel giocare con me stessa non prendendomi mai sul serio e questo credo che con lui fu la carta vincente.
In “Alla mia cara mamma….” C’erano solo due ruoli femminili oltre a quello della mamma e non potendomi offrire la parte da protagonista mi sottopose quello della cuginetta di Didino(Paolo Villaggio) avvertendomi che però i truccatori avrebbero dovuto rendermi bruttina e per di più con una parrucca scura, colore che a me poco si addice, ma mi assicurò che quel ruolo sarebbe stato un cammeo all’interno del film. Reduce dalla delusione di in “Per amare Ofelia” ero un po’ riluttante a quell’offerta e Salce lo capì, ma mi fidavo di quell’uomo di spettacolo, dotato di sensibilità e onestà ed accettai anche se con un senso di amarezza. Come altre volte è successo, pur avendo caratteristiche molto simili alla protagonista, il ruolo importante venne affidato ad Eleonora Giorgi e così mi vidi sorpassare da un'altra collega ovviamente più gradita alla produzione e alla distribuzione. I tanto sognati ruoli “importanti” si facevano attendere ancora. In ogni caso anche questa volta avrei avuto come partner un altro attore interessante, oltre ad essere diretta da Salce, e questo per me era sufficiente per accettare la proposta mettendo da parte le frustrazioni.
Invece chi lanciava una sfida con questo film e in qualche modo non aveva digerito bene il recente travolgente successo del suo collega Renato Pozzetto, era proprio Paolo Villaggio che ricordo in uno dei nostri spostamenti in macchina esternava palesemente e come sua consuetudine senza filtri, la sua rabbia ed invidia per il successo immeritato di quel “brutto film” . A parte questo particolare che mi colpì ma nello stesso tempo mi accomunava in quel terribile senso di avere davanti un antagonista da battere, Paolo pur con la sua grinta cattivella e cinica, a volte mi domando dove sta il suo cuore, è indubbiamente una delle persone di spettacolo tra le più intelligenti, meno scontate ed imprevedibili che ho incontrato.
Non mi viene in mente ora la location del matrimonio e il banchetto di nozze mentre ricordo dove sono state girate le scene bucoliche del picnic in cui si muoveva il mio personaggio al suono l’incessante scampanellio del braccialetto che indossavo. Eravamo a Morlupo a nord di Roma sulla via Flaminia, non distante da dove ora sto scrivendo. La chiesetta diroccata dove si svolge la scena rimasta molto presente in chi ha visto il film in cui, sempre preannunciata dal tintinnio dei campanellini del braccialetto, trascino dentro Didino e mettendo a nudo un seno lo invito a bere il lattuccio e lui rifiuta dicendo che preferisce una cocacola, è girata anche questa intorno a quella bellissima campagna.
Anche se sento ancora il sapore dell’invidia che nutrivo per la Giorgi in quell’occasione, non posso non accennare al microscopico contatto che avemmo durante il trucco in una stanza di una specie di locanda adibita a camerino comune. Giovanissima anche lei e in quel primo breve momento anche se durò un giorno intero, mi colpi particolarmente il suo essere bambina entrata troppo nel ruolo dell’attrice, insomma recitava anche fuori dalla scena, si era già costruita un ruolo pubblico. Ma lei veramente chi era? Capisco anche che baciata dalla fortuna e con un così rapido successo questo può accadere.
C'erano due persone che ricordo con simpatia e affetto che ho incontrato su altri set e sono Antonino Faa di Bruno ed Enzo Spitaleri che nel film era il mio sposo. Due attori caratteristi deliziosi e bravi, gentili e dotati di signorilità. Enzo Spitaleri fu un mio suggerimento a Salce che accolse volentieri perchè la sua faccia buffa molto bene si adattava per il ruolo dello sposo.
Regnava sempre una bella atmosfera durante le riprese dei film di Salce e anche qui la professionalità, il rigore sul set che esigeva il regista senza però altezzosità, si mischiava con quella giusta dose di divertimento garbato ed elegante come era la persona preposta alla direzione di quel delicato compito destinato all’intrattenimento di un pubblico che però all’epoca non apprezzò quel lavoro come avrebbe dovuto, premiando invece il prodotto di Mogherini forse meno raffinato ed elegante.
Questo breve filmato riguarda una presentazione del libro dedicato alla vita di Luciano Salce, ricco di documenti inediti e interviste a chi lo ha conosciuto e lavorato insieme e invito tutti gli appassionati di cinema a leggere. E'un lavoro laborioso e direi capillare, un documento completo della vita, pubblica ma anche privata conosciuta da pochi, di quest'uomo di spettacolo unico nel suo genere, che ce lo fa scoprire anche nei suoi più intimi segreti.
2 comments:
…ti avranno pure “imbruttita” ma sei di gran lunga più bella e intrigante della Giorgi…
…come sempre il calore e il carattere che dai hai tuoi personaggi, l’imprimono nella memoria dello spettatore, illuminano e da soli valgono la visione dell’intero film.
...divertente la trovata del "serpente a sonagli" :-)))
Capita più spesso di amare i personaggi perché si ama colui che l’interpreta, a volte mi capita d’amare i personaggi a dispetto di chi l’interpreta… è il caso di Villaggio…
Luciano Salce rimane tra i più grandi attori-registi del nostro cinema di tutti i tempi, la sua presenza era una garanzia.
El film tenía gran "cast" (Orchidea and Co., gran director (Salce) y también contaba con los grandes Rafael Azcona y Luis García Berlanga, en el guión. Berlanga dirigió dos obras maestras del cine humorístico mundial: "Bienvenido Mr. Marshall" y "La escopeta nacional".
Ciao
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