1.7.10

Mario Scaccia






Ero in pieno della mia carriera la prima volta che incontrai Mario Scaccia. Un uomo imponente maestoso con un aria da burbero ma gentile. Era insieme ad un mio amico d’infanzia anche lui un giovane attore di teatro legato professionalmente a Scaccia; Edoardo Sala che ancora oggi quando mi incontra gli piace ricordarmi come una sua infantile icona, vestita con una sorta di vestitino che sembrava un babydoll. Erano insieme in un auto dalla quale ci scambiammo i saluti e così ebbi il primo contatto con il grande Mario . Anche loro abitavano e ancora oggi è così in zona Prati dove sono cresciuta dal mio arrivo a Roma da bambina. Dopo parecchi anni, esattamente quando cercai di riprendere il lavoro, dopo il noto incidente sul set di “Arrivano i gatti”, Edoardo mi contattò per chiedermi se ero interessata ad una proposta che Scaccia avrebbe avuto piacere sottopormi.
Fui molto lusingata da questa richiesta e accettai un ruolo nella commedia da lui diretta ed interpretata e prodotta da Gigi Proietti.

Mario Scaccia è uno dei pochi attori generosi che trasferisce a chi ha la fortuna di lavorarci insieme, tutto il ventaglio della sua esperienza. Durante tutta la tournèè in cui portammo in scena” Chicchignola” di Ettore Petrolini , mi piaceva osservarlo da dietro le quinte perché in ogni rappresentazione c’era sempre qualcosa di nuovo ed io ne facevo tesoro, anche se poi con il teatro non ho continuato per la mia connaturale pigrizia.
Tutta la tournèe è stata costellata da aneddoti che andrebbero raccontati.

Uno di questi è quando a Ceva, una bellissima cittadina piemontese, immersa nelle montagne e in quel periodo anche bianca di neve, ebbi un attacco tremendo ad un molare. Andai dolorante da Mario dicendogli che non ce l’avrei fatta a salire sul palcoscenico quella sera e lui mi disse che invece con un po’ di sforzo in scena sarei entrata e avrei recitato senza alcun problema. Quel dolore era costante e non mi dava tregua ma per rispetto a Scaccia e perché non volevo metterlo in difficoltà raccolsi tutte le mie forze ed entrai in scena. Miracolo! Man mano che interpretavo la mia parte magicamente il dolore scomparve per poi riapparire più feroce di prima alla fine della rappresentazione. Aveva ragione, l’adrenalina aumenta nei momenti difficili, l’attenzione si sposta e si concentra su altro anestetizzando qualsiasi dolore. In seguito risolsi il problema che mi tenne sveglia con quel dolore tremendo ancora per qualche notte poi Mario acconsentì ad una mia assenza per ritornare a Roma dal mio dentista.

Un altro aneddoto lo ricordo ancora con un po’ di vergogna professionale.
Eravamo in una cittadina del sud, nei pressi di Avellino: Atripalda, piccola, anonima e in più in un brutto teatro. Reduci da tappe in bellissime città e altrettanti bellissimi teatri, magari anche piccoli, ma gioielli, di cui l’Italia è inaspettatamente ricchissima, per cui ad Atripalda eravamo tutti piuttosto rilassati e nei camerini, che in quell’occasione ci vedeva in un unico spazio insieme, eravamo molto chiacchiericci, leggeri e distratti. Io più di tutti. Inizia la commedia. Mario è in scena. A turno entrano gli attori e intanto in quello spazio comune si cazzeggiava e a mala pena si riusciva a seguire quello che succedeva sul palcoscenico, quando ad un certo punto qualcuno mi dice che ho fatto un vuoto di scena. Non riuscivo a crederci ed entrai in panico pensando alla brutta figura fatta. Mario aveva continuato a chiamarmi e visto che non entravo, avviò una improvvisazione facendo sue le mie battute come se fosse il suo personaggio a riportarle. Grande Mario! Però comunque ci restai malissimo anche se i miei compagni di lavoro compreso Scaccia, mi consolarono dicendo che poteva succedere e soprattutto Mario dal quale temevo una reazione giustissima ma severa, non mi fece sentire il peso della non entrata in scena, anzi si mostrò divertito per quanto non riuscivo a perdonare me stessa. Una cosa importante però l'aveva anticipata mentre preparavamo il testo e di cui ho fatto tesoro anche in altre occasioni: " il pubblico non sa cosa è scritto sul copione, perciò qualsiasi cosa succeda andate avanti anche improvvisando". Mario comunque aveva e ancora ha un debole per me. Mi vuole molto bene e non so che tipo di alchimia si sia sviluppata tra noi perché da allora continuiamo a frequentarci . Casualmente ci si incontra al bar Mazzini consumando insieme una tazza di qualcosa. Il suo affetto è da me ricambiato in pieno. Ho una grandissima stima di questo Signore del Teatro, che tolti da dosso i panni dei personaggi che interpreta è una persona tenera, malgrado il suo aspetto che incute un certo timore e rispetto, elegante di modi, rispettoso e generoso, altra caratteristica direi rara nel mondo dello spettacolo.

C’è nel blog un altro post (Sottoveste del 4/3/2007) dove c’è altro legato alla mia esperienza con Mario Scaccia.

Foto di scena: Mario Scaccia, Loredana Solfizi ed io
Nell'ultima con Fiorenzo Fiorentini in una edizione successiva al Teatro Petrolini Accettai di interpretare nuovamente lo stesso ruolo anni dopo, insieme ad Erica Blank. Fiorenzo che si riteneva il legittimo erede di Petrolini per motivi di diritti che se ricordo bene li deteneva proprio Scaccia, non ha mai potuto portare in scena "Chicchignola" a cui teneva molto. Magari in un altro post che dedicherò a Fiorenzo, altro personaggio a cui sono affezionata, racconterò altri retroscena di collegamento tra i due attori.

10 comments:

gaspare said...

Grande Orchidea! Grazie dei gustosi "dietro le quinte" che ci racconti, in special modo con Mario Scaccia del quale ho sempre avuto istintiva simpatia, consolidata poi dal piacevole passaggio che gli diedi anni fa sul mio taxi...
Mario Scaccia è una di quelle rare figure che spiccano pur in mezzo a mille persone,con la sua personalità, il carisma e la severa bonarietà tipica del vero romano.
E' inevitabile che tu gli sia affezionata come lo è il debole che lui ha per te.

Ti prendo in parola sulla promessa di parlarci di Fiorenzo Fiorentini, un'altro grande del teatro romano...

Non sapevo del tuo incidente sul set di "Arrivano i gatti", me ne dispiace.
Immagino sia accaduto nella scena in cui cadi nella botola...

Un caro saluto

emilio catellani said...

Che belli questi aneddoti. E Scaccia è veramente uno dei pochi maestri ( superstiti ) del grande teatro italiano ( un altro da te citato è Gigi Proietti ). Quando, alcuni anni or sono, l'ingenua Mara Venier ebbe Scaccia ospite a " Domenica In ", gli pose una domanda che definire ingenua è riduttivo: " Che cosa avrebbe fatto se non fosse diventato un attore? " " L'attrice " fu la risposta del Maestro. Un genio.

Orchidea said...

si Gaspare è proprio in quella botola che sono precipitata ma mentre mi stavano facendo i primi piani, che tra l'altro mancano nel film. Quella che vedi di spalle durante la scena e che viene inghiottita dalla buca era la mia controfigura.

Orchidea said...

Grazie Emilio per averci regalato questa battuta di Scaccia alla Venier:-)))))) ottimo esempio della raffinatezza del suo senso dell'humor.

Alberto said...

credo che Mario Scaccia non abbia mai avuto la giusta riconoscenza come attore.
Grande, grandissimo attore. Credo che oggi abbia più o meno 90 anni.

Si viene colti dallo sconforto se lo paragoniamo a questi mestieranti ridicoli che popolano ormai TV private (e pubblica) e,purtroppo, anche i teatri.

Grazie Orchidea, garbata e preziosa come sempre :)

Orchidea said...

non crredo che nel caso di Scaccia non ci sia stato il giusto riconoscimento. Amenochè tu non ti riferisca al tipo di notorietà che solo la televisione può dare anche in casi di mediocrità. Si Mario Scaccia è del 1919, è arrivato a una bella età ed è sempre attivo anche se ovviamente ha rallentato i suoi impegni.

Alberto said...

sì Orchidea, è come dici tu, in effetti mi riferivo alla notorietà "popolare" data a certi personaggi sedicenti attori che in teatro non dovrebbero fare nemmeno gli inservienti.

Che Mario Scaccia sia un grande attore è inconfutabile, uno degli ultimi grandi.
Per l'età che ha mi ricorda un altro grande: Ernesto Calindri che continuava a recitare malgrado i suoi 90 anni più che suonati.

Orchidea said...

e per ironizzare come farebbe Mario, direi anche la Borboni:-)

PaulTemplar said...

Credo fosse uno degli ultimi grandi di un teatro ormai scomparso.
Ed è stato anche un ottimo attore di cinema; lo ricordo particolarmente in un film gioiello, Il profumo della signora in nero di Barilli, un film sottovalutato in cui usava tutta la sua sottile ironia per caratterizzare il personaggio che interpretava.
Ed era anche un signore, merce sempre più rara, ahimè

Orchidea said...

si Paul, mancherà molto a tutti e moltissimo a me questo dolcissimo e sensibile Signore di vita e di scena.