12.4.10

i miei 70


nella foto indosso un vestito comprato a Londra proprio nel'72


Nel solo 1970 ho lavorato in 5 film e non erano pochi. Quel decennio infatti è stato il periodo del massimo della mia attività che si arresta bruscamente alla fine del'79 con l’incidente durante il film Arrivano i gatti”.

Agli inizi del 1970 frequentavo molto Londra e non solo. Avevo già fatto un bel po’ di giri in lungo e largo per tutta l’Inghilterra grazie ad alcuni fortunati incontri. Avevo conosciuto a Roma alcuni strepitosi musicisti e con uno di loro ho avuto una storia di due anni e successivamente l’incontro con Chris Chittel in “Concerto per pistola solista”, per cui l’ho vissuta e frequentata da turista privilegiato.

Tornavo in Italia con un bagaglio culturale più vasto e con un buon inglese imparato sul posto. Compravo molti dischi e tantissimi capi di abbigliamento in Carnaby Street ma anche da Harrolds, per cui indossavo vestiti molto originali, coloratissimi, velatissimi ma anche frange e ancora minigonne, maxibluse e scarpe con zeppe altissime.. Non si può dire che ci fosse una moda vera e propria che dettava regole, ma piuttosto era una moda spontanea, creativa, personale che dettò le proprie esigenze all’industria del settore che si dovette adeguare per andare incontro alle necessità di noi giovani e non viceversa come è oggi. La moda anni 70 può essere definita come un vero e proprio movimento nato dalle idee innovative che si diffondono alla fine degli anni ’60 per cui la moda ne subisce l’influenza.
Fiori, colori sgargianti, fiori giganti, disegni geometrici: un trionfo di colori e fantasie per dare vita a una nuova generazione. La moda degli anni 70 e oggi nota per il suo legame storico culturale che si lega, in modo imprescindibile, ai movimenti Hippy che produssero la Flower Power e la Beat Generation: i fiori come simbolo di pace contro tutte le guerre segna un indelebile punto di svolta per il mondo intero.
Sono anche gli anni in cui conosco la Spagna, il Marocco e le isole Canarie. Nel’72 poi inizia l’epoca dei decameroni che mi portano a conoscere località italiane straordinarie come San Giminiano o la vicina Umbria. Insomma anni che non solo per la mia giovane età, ma anche per il contesto storico-sociale in cui mi trovavo, sono stati anche per me anni irripetibili.

Verso la metà del 70, fino agli anni 80, inizia un periodo problematico sotto diversi aspetti. Per la prima volta calcherò le scene del teatro con Fiorenzo Fiorentini che mi tenne a battesimo e fu un esperienza bellissima. Io e il pubblico davanti. Quanta emozione quando si apriva il rosso sipario! In quel periodo segui Fiorenzo anche in una rivendicazione di uno spazio per un suo Teatro occupando un locale del Comune di Roma.
Intanto le grandi tensioni politiche e sociali che definirono quel momento “ Anni di piombo” andavano aumentando e purtroppo gli anni settanta hanno assunto nella memoria collettiva troppo la connotazione del terrore, ma non ricordo chi e dove ho sentito una definizione di quegli anni che condivido e mi piace riportarla; quegli anni non furono solo di piombo ma anche “Anni di pongo”. Infatti erano densi di creatività e io che non mi interessavo particolarmente alla politica li ho vissuti più sotto quest’aspetto che per tutto il gran casino che c’era in giro. La violenza comunque monopolizzò parte di quel periodo, ma è necessario ricordare che è in quegli anni che si passa dal “ Divorzio all’italiana” all’istituzione del divorzio legale. Che in quegli anni la legge Basaglia diede fine all’ignominia dei manicomi e infine da non dimenticare, altra conquista sociale per le donne, la legalizzazione dell’aborto. Però l’indubbia cupezza che nell’aria si sentiva proprio verso la metà del ‘70, influenzò anche il modo di vestire. Per cui dalla vivacità dei colori inizia il periodo del marrone e delle gonne che si allungano molto, anche se io mi vestivo prevalentemente di bianco un pò anni 50 e portavo tacchi a spillo. Ma per me il periodo continuava ad essere magico. Il lavoro non mancava e neanche i divertimenti. Serate in discoteca o nei ristoranti dove ci si incontrava con gli amici per raccontarci sogni e trasgressioni. Leggevo Frigidaire ascoltavo ancora i Beatles e Rolling Stones ma anche Elton John, Led Zeppelin, Crosby Stills Nash & Young, Battisti, De Andrè e vivere a Roma, città ancora con aria e ambiente pulito, era un opportunità magnifica. Ci si muoveva in una città a dimensioni umane, ci si salutava, ci sorridevamo, ci fermavamo a scambiare due parole anche con uno sconosciuto, c'era più rispetto, "core" ed educazione tra gli abitanti.In pochi minuti si raggiungeva il mare o i Castelli o le vicine montagne senza lo spettro del traffico schizofrenico di oggi.

Infine e non da poco, in quegli anni di grande fermento culturale, ero in contatto con gran parte degli artisti che vivevano o frequentavano Roma e con molti di loro ho avuto rapporti di lavoro e di amicizia in quel momento in cui il cinema italiano era rigoglioso e pieno di idee.

25 comments:

Claudio said...

Eccezionale Orchidea,un resoconto affascinante di come hai vissuto quegli anni e di come era libero selvaggio e disinibito il tuo spirito.Per me all epoca tu rappresentavi un sogno lontano e irraggiungibile ma solo se ti avessi conosciuto personalmente ti avrei fatto una corte spietata e, siccome all epoca ero bello come un dio greco, probabilmente....ma ?

Orchidea said...

...peccato Claudio!:-) ma se eri bello come un dio greco com'è possibile che tanta bellezza sia sparita? Mi fa piacere che tu sia stato così pronto a leggere il post che come sai risponde ad una tua richiesta. Certo ho cercato una sintesi per descrivere quegli anni e non è stato facile spero di aver dato almeno un'idea di come ho vissuto i mitici anni.
Buona serata vado a cena.

Admiral Benbow said...

com'è che ti è venuta questa botta di cronaca amarcord? Bella rievocazione del clima di quegli anni, e soprattutto bel vestitino! Chissà come erano carini anche tutti quelli comprati nella swingin' London. Ciao!

Orchidea said...

come mi è venuta... se leggessi i commenti capiresti. Anche quel vestitino era inglese come da didascalia. Sono contenta che la rievocazione stile amarcord ti sia piaciuta, se ricevo gli spunti lo faccio volentieri. E'raro che parta da me che sono proiettata sempre sul futuro.. anzi sul presente:-)

Admiral Benbow said...

"se leggessi i commenti capiresti" ....sembra un bacchettata sulle mani. Mi sono perso qualcosa evidentmente, chiedo scusa.

emilio catellani said...

Leggevi Frigidaire? E' stato il mensile/bandiera di noi studenti d'arte degli anni '70/'80. Insieme alla satira iconoclasta de " Il Male ". Ho scoperto che tanti giovani universitari studiano il cinema e la letteratura ( anche disegnata ) di quegli anni a cui si può rimproverare forse un esubero di creatività che spingeva a buttar fuori qualunque idea, anche roba discutibile. Ma c'era spazio per tutti, anche nella durata dei 15 minuti Warholiani, questo era il bello. Ogni tanto faccio fatica a non provare un filo di nostalgia nel ripensare a quel periodo benché cerchi di concentrarmi anch'io sul presente e il mio obiettivo quotidiano sia quello di raggiungere un nuovo risultato in termini di evoluzione umana, professionale e anche fisica, visto che il corpo è il nostro veicolo che ci permette di sperimentare e, come ogni veicolo, deve essere costantemente mantenuto in buona efficienza.

filomeno2006 said...

Magnífico análisis de la década de los 70.
Brava.
Ciao

Alberto said...

Claudio mi ha rubato idee, pensieri e parole :(

che bella questa carrellata, questo panorama visto con i tuoi occhi. Raccontato da chi è stata una protagonista del cinema di quegli anni.

credo che tutto sommato abbia ragione chi sotiene che sono fortunati coloro che hanno vissuto gli anni '60 e,soprattutto, i '70.
io c'ero, anche se i 60 li ho vissuti da bambinello.

Orchidea said...

I vostri spunti, le vostre curiosità sono il carburante per il blog. Ecco perciò che un nuovo arrivato come Claudio, mi ha fornito con una sua domanda specifica, la possibilità di mettere in moto la memoria per ricordare. Sono molto contenta che il mio sintetico affresco di quegli anni sia stato tanto apprezzato.

franco said...

mi hai fatto rivivere quegli anni e con poche parole è come se mi avessi investito con un camion pieno di nostalgia, sono triste... quante cose ho perse e quante ne ho sbagliate...

Claudio said...

Orchidea ,nel mio immaginario erotico cinematogeafico cè e rimarra per sempre dal lontano 1974,una delle prime scene del film La nipote.Naturalmente sei tu la protagonista ed è la sequenza in cui ,mentre stai servendo in tavola,sei oggetto delle attenzioni tattili di Daniele Vargas.Il tuo ammiccare tra il sorpreso e l imbarazzato ,il tuo lieve movimento delle anche che accompagnano i tuoi gesti, è cio che di piu erotico sia mai apparso in uno schermo. Un ultima cosa:non ho mai avuto modo di vedere il film:le dolci zie.Esiste il dvd o la videocassetta cè modo attraverso il pc?

Orchidea said...

si so che con emule è possibile averlo. "La Nipote" è un film a cui sono molto affezionata e Doris è uno dei miei personaggi meglio riusciti e lo devo alle cure del regista Nello Rossati per la capacità di indirizzare gli attori nelle varie interpretazioni a dare il meglio. Infatti in quella scena che tu citi io ho dato il meglio :-))))

franco said...

nel mio (tuo) archivio, dove è più facile elencare i pochissimi tuoi film che amcora non ho, ho naturalmente anche le dolci zie. nel mio cassetto dedicato c'è il tuo CD e il tuo libro originali assieme ad un libriccino/rubrica con l'elenco dorato dei tuoi film che ho nel PC, naturalmente duplicati in due HD esterni, con la tecnologia non si sa mai... quindi dico a Claudio che chi cerca trova ma per mal che vada un DVD non si nega a nessuno

Fabio said...

A differenza di molte persone, anche note al grande pubblico, che hanno vissuto in prima persona il fermento pacifico degli anni settanta, ma che oggi hanno diametralmente cambiato il loro modo di pensare, dalle tue parole piene di energia positiva e creativa percepisco che tu Orchidea abbia ancora dentro di te molto di quegli anni.
L'istituzione del divorzio, l'introduzione della legge 180/1978 Basaglia, la Legge 194 del 1978 sull'aborto, ritengo che siano state le UNICHE tappe fondamentali in tutta la storia repubblicana per rendere civile l'Italia.
Non sono convinto, ma è la mia personalissima opinione, che oggi vi siano così tante persone come negli anni '70 che abbiano così a cuore o così fortemente interessate a conquistare qualche diritto. Ogni decade fa storia a sé, ma essendo bimbo in quegli anni non posso comparare quale sia stato il periodo migliore per vivere i propri venti o trent’anni. Ho solo una certezza: non vorrei mai nascere negli anni duemila.

Orchidea said...

neanche io Fabio:-(

filomeno2006 said...

Ya conocía el viaje a Tenerife, previa escala en Madrid, donde ocurrió simpática anécdota con un bolso, un taxi y un taxista.......
Ciao

Orchidea said...

si Filomeno infatti in un altro post ho raccontato l'aneddoto della borsa diemnticata nel taxi a Madrid.
Sempre molto attento il mio amico spagnolo:-)
Ciao

Gordiano Lupi said...

Sarebbe bello farci un libro con i tuoi ricordi del cinema italiano!

Gordiano

Orchidea said...

certo Gordiano perchè no, se poi mi date degli spunti mi viene più facile. Benvenuto nel mio blog.

Gordiano Lupi said...

Non ho mai lasciato commenti, ma spesso lo leggo... come sai amo molto il cinema dei "nostri" tempi. mi ci metto pure io perchè sono nato nel 1960! Anche se ero soltanto uno spettatore, ma il cinema lo fanno pure gli spettatori, no? Ho letto il tuo ricordo di Salce. Molto suggestivo e vero. Ho letto le tue note su la Nipote e su altri film.

Orchidea said...

...infatti il mio saluto di benvenuto era per accogliere il tuo commento. Poi è anche un saluto speciale perchè tu hai scritto parecchie cose che mi riguardano e colgo questa occasione per ringraziarti pubblicamente per le cose carine che hai sempre scritto di me.

Gordiano Lupi said...

Come si fa a scrivere cose non carine su di te? Ho visto tutti i tuoi film parecchie volte nel corso della mia vita. Mi ricordano la mia adolescenza, quando ero un ragazzino e mi fanno tornare all'epoca dei sogni non ancora infranti. Sarebbe molto bello fare un libro a quattro mani, dove tu parli dei personaggi della tua vita cinematografica (come fai su Salce e Rossati in questo blog) e io aggiungo una scheda tecnica critica e la filmografia. A Luigi Cozzi piacerebbe!

Orchidea said...

ci si può pensare ne parliamo a voce magari.

Gordiano Lupi said...

Parlane anche con Cozzi, se credi. Lo trovi sempre in via dei Gracchi al telefono di Profondo Rosso.

gaspare said...

Quelli, secondo me furono gli ultimi anni vissuti con calda umanità...progressivamente siamo andati incontro ad un'esistenza troppo imperniata sul lato materiale che ha portato ad una spersonalizzazione e standardizzazione e per questo oggi non esiste più quella vivacità e diversità intellettuale... Quegli anni furono si violenti ma non mi sembra che oggi si viva in paradiso.
Mi sono andato a rivedere Le dolci zie di cui si parla nei post(ho una copia purtroppo molto scadente), film bucolico, schietto alla don camillo e peppone e poi c'è la famigerata scena della tua corsa sui prati, inutile dire dei sommovimenti emotivi che provoca...
Personalmente mi piacciono gli amarcord, senza storia siamo cavernicoli, come canta Battiato...