30.12.09

volo al 2010



Con questa foto salutavo il 1972/73. E' apparsa su molti quotidiani di allora. A guardarla oggi non posso che apprezzare la capacità fotografica e l'inventiva di chi l'ha realizzata. Toni Caione è stato per molti anni il fotografo che ha saputo cogliere in pieno le mie capacità di modella. Molte sono le foto che anche voi apprezzate e che sono state scattate con le sue macchine fotografiche e stampate da lui stesso. Oggi foto come questa è uno scherzo farle. Con il pc tutto è possibile, semplificato e persino noi siamo capaci di creare dei fotomontaggi, ma allora questo era solo possibile se la mano e la creatività erano virtuose.

Lo conobbi che ero proprio giovanissima e mi propose di fare delle foto insieme a Novella Parigini che aveva già inventato la pittura sul corpo(nel blog c'è una foto insieme alla pittrice). Poi ha iniziato a propormi altre idee per servizi fotografici. Diceva che ero la modella che capiva al volo quello che il fotografo aveva in mente e non era un complimento perchè effettivamente ero molto ambita dai fotografi. Mi divertiva molto e mi sentivo sempre a mio agio in questa veste. Comunque io posavo prevalentemente per Caione perchè mi dava fiducia, mi piaceva lavorarci, mi coinvolgeva insomma non ero solo una bambola. In cambio avevo da lui foto per il mio book professionale. Caione era però soprattutto il fotografo di una grossa agenzia stampa U.P.I. Era il fotografo del Papa e del presidente della Repubblica di allora e io la sua unica modella totalmente fuori dal suo contesto e questo lo trovavo divertente.

Ogni suo scatto in cui posavo veniva pubblicato. Ecco perchè sono certa che la collaborazione con Caione mi abbia aiutato ad avere molta visibilità. Non avevo un ufficio stampa che si occupasse della mia immagine, tutte le mie colleghe ne pagavano una, Lucherini e Spinola erano i più importanti sulla piazza. Io avevo Caione che grazie all'agenzia per cui lavorava, poteva far circolare la mia immagine in tutti i giornali e non solo italiani. Poichè le foto erano sempre molto belle o originali venivano pubblicate. Insomma io mi sono sempre prestata con divertimento alle realizzazione delle sue idee e lui mi ha regalato immagini che oggi riesco ad apprezzare molto di più.

Volo su questo tappo di champagne per augurarvi un 2010 felice...almeno sereno!

28.12.09

concerto per il nuovo anno

video

Che i temporali della nostra vita siano creativi come questo ricordando sempre che dopo torna il sereno!

Vi informo che per ascoltare meglio questo video dovete interrompere la musica della slide con i miei animali.

23.12.09

Buon Natale




Altro reperto e non sarà il solo con il quale vi farò gli auguri quest'anno.
E' una foto pubblicata da un giornale nel 1970 questa con cui vi auguro Il Buon Natale.

2.12.09

svegliatevi gente




Ci sono cose che portano in sé un valore che va oltre la loro essenza.
Simboli irrinunciabili intorno ai quali si salda un'identità, l'appartenenza a un mondo diverso, a una visione della vita chiara e netta che non accetta compromessi, che non si umilia in miseri distinguo.

In questi giorni due provvedimenti legislativi approvati rappresentano la rinuncia simbolica a valori e beni collettivi; costituiscono il chinare il capo innanzi a interessi che nei distinguo, nelle sottigliezze e nei cavilli trovano la loro coltura, come virus infestanti.
Mi riferisco ai provvedimenti relativi alla privatizzazione dell'acqua e alla vendita dei beni confiscati alle mafie.

Privatizzare l'acqua significa privatizzare la fonte della vita, creare un'ipoteca sulla nostra esistenza, consegnare l'elemento che ci mantiene in vita a speculatori, donarlo alle loro mani truffaldine. Le privatizzazioni sono state nel nostro paese portatrici di illegalità, basti pensare ai rifiuti, alla gestione del patrimonio edilizio, al business randagismo.

Nel 1996 oltre un milione di persone firmarono la petizione per una legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Un appello che fu tradotto nell'approvazione della legge 109/96 che realizzava il sogno di tanti, a partire da Pio La Torre che fu ammazzato per il suo impegno per sottrarre alle mafie i beni accumulati illegalmente.
Questa conquista sociale che ridà ai cittadini ciò che è stato rubato loro, corre il rischio di essere vanificata, svilita, tradita. Vendere i beni confiscati significa tradire lo spirito della legge che restituisce alla Società immobili, terreni, strutture che una volta erano la manifestazione più plateale dell'arroganza mafiosa, del potere prevaricatore e violento dei clan. Il sorgere di una cooperativa di giovani in una villa che un tempo era il regno di un boss, ha un valore simbolico che va al di là del fatto in sé.

Non è difficile immaginare chi sarà in grado, attraverso connivenza e capacità di nascondersi, di comprare ville, case e terreni appartenuti ai mafiosi.
Io ho aderito all'appello lanciato da Libera per cassare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati, invito anche voi a firmare all'indirizzo:

http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780

Ci sono beni inalienabili.
La dignità e la legalità non possono essere vendute.

Questo è un appello di Ciro Troiano
Criminologo, Responsabile dell' Osservatorio Zoomafia della LAV
da me sottoscritto e sostenuto